LA DONNA MODERNA

Riflettiamo un attimo sul grandissimo cambiamento che ha subito il femminile negli ultimi cent’anni: ai tempi delle nostre bisnonne le donne stavano soprattutto in casa, curandosi della casa e dei figli. Le regole sociali le lasciavano pochissima libertà di pensiero, di espressione e assolutamente nessuna rispetto alla propria sessualità e al piacere. La donna di oggi, dopo la rivoluzione sessuale degli anni sessanta, ha riconquistato la propria libertà, la donna moderna è indipendente, lavora, guadagna, fa l’amore con chi si sceglie. Almeno, per fortuna, da questa parte del mondo.

Questo libertà, però, la paghiamo a caro prezzo: per essere così libera e indipendente la donna di oggi deve essere, oltre che moglie e madre, anche una donna in carriera. In questo mondo così competitivo e maschio-orientato che è la jungla moderna in cui viviamo, spesso deve rinunciare all’aspetto più sensibile e vulnerabile di se stessa. Man mano che conquista l’indipendenza economica deve fare i conti con la rinuncia al tempo necessario per l’ascolto interiore, per la consapevolezza del proprio ritmo interno che è ciclico e mutevole, al continuo cambiare delle emozioni e alla saggezza del corpo che sa rinnovarsi ogni mese in modo periodico. Il ciclo mestruale non è più vissuto nel pieno del suo potenziale psico-magico ma rappresenta un problema, in quanto in quei giorni del mese la donna non è al massimo della produttività sul lavoro. Non ha il tempo per rimanere tranquilla a riposare e ad ascoltare se stessa nel momento di maggior introspezione che tutti i mesi si ripropone, allora inserisce un tampone interno, inghiotte un’aspirina, s’infila nel suo tailleur e ritorna nel mondo pronta e dinamica per il lavoro.

Anche la gravidanza è vissuta come una malattia, la medicalizzazione della donna incinta prende lo spazio di quelle che prima erano le usanze popolari, per evitare il dolore del parto molte donne preferiscono essere sedate e così rinunciano a vivere appieno quello che potrebbe essere il momento più femminile di tutta una vita.

Nel ritmo frenetico della vita moderna, insomma, vi è una vera e propria de-naturalizzazione del femminile, la donna perde il contatto con quella parte di se così arcaica, connessa a tutte le donne che sono venute prima di lei e a quelle che verranno dopo.

La donna moderna, spesso, è sconnessa da quella forza selvaggia che le abita dentro e che è così potente e indomabile.

Riscoprire il femminile significa riprendersi uno spazio che ci appartiene nel quale, attraverso il rispetto profondo del proprio essere donna, si ritrova quell’aspetto di sacralità che è andato completamente perduto nei valori della società moderna estremamente maschio-orientata.

Questo percorso inesorabilmente passa attraverso la liberazione del proprio potere sessuale, perché quella è una via diretta che ci porta a contatto con la nostra essenza, la nostra incredibile forza femminile. Una donna che libera al massimo la propria potenza sessuale è una donna incredibile forte e vitale, creativa, sorgente infinita di ispirazione e di amore incondizionato.

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